Il potenziale dell’esposizione prenatale agli antibiotici di influenzare il rischio di asma non è chiaro.
Ma uno studio che dice?
Sono state prese in esame più di 84.000 coppie madre-figlio; il 64% delle donne in gravidanza ha ricevuto antibiotici.
L’esposizione prenatale agli antibiotici è risultata associata in modo dose-dipendente ad un aumento delle probabilità di asma infantile.
Nei bambini esposti ad almeno un ciclo di antibiotici in utero l’effetto della tempistica del primo ciclo risulta moderato dal numero totale di cicli seguiti dalla madre.
Nelle donne che in gravidanza hanno ricevuto un singolo ciclo di antibiotici la tempistica di esposizione non ha avuto alcun effetto sul rischio di asma infantile, mentre in quelle che ne hanno ricevuto più di un ciclo un’esposizione precoce al primo ciclo risulta associato ad un maggior rischio di asma infantile.
Rispetto al solo uso di antibiotici a spettro ristretto, l’esposizione a soli antibiotici ad ampio spettro risulta associata ad un incremento del rischio di asma.
La presenza di asma nella madre ha influenzato il numero totale di cicli di antibiotici, mentre la tempistica del primo ciclo di antibiotici risulta influenzata significativamente soltanto dall’assenza di asma materno.
L’incremento della dose cumulativa, la somministrazione del primo ciclo di antibiotici nella prima fase della gravidanza e l’esposizione ad antibiotici ad ampio spettro risultano dunque associate al rischio di asma infantile.
Il presente studio fornisce importanti evidenze a supporto di un uso giudizioso degli antibiotici in fase prenatale, in particolar modo per quanto riguarda le tempistiche e la scelta dell’antibiotico, allo scopo di prevenire il susseguente sviluppo di asma infantile nel bambino.