Più fibra, più salute!

Una recente ricerca pubblicata sulla rivista online Gut conferma come una dieta ricca di fibre vegetali sia salutare, il tutto grazie alla produzione di acidi grassi a catena corta (AGCC), come l’acido acetico, l’acido propionico, l’acido butirrico (prodotti dai batteri nell’intestino durante la fermentazione della fibra insolubile che deriva dai vegetali alimentari), associati ad una diminuzione del rischio di malattie infiammatorie, diabete e malattie cardiovascolari.
Da cui si deduce l’ennesima conferma della bontà della dieta mediterranea, caratterizzata da un elevato consumo di frutta, verdura, legumi, noci e cereali; apporto di pesce moderatamente elevato; consumo regolare ma moderato di alcool (vino rosso); e scarso apporto di grassi saturi dalla carne rossa e dai prodotti lattiero-caseari. Curiosa poi l’analisi sulle abitudini alimentari, in cui i livelli maggiori di questi AGCC  sono stati trovati nei vegani, nei vegetariani e in coloro che hanno costantemente seguito una dieta mediterranea. tali livelli sono direttamente proporzionali alla quantità di frutta, verdura, legumi, e fibra abitualmente consumati, indipendentemente dal tipo di dieta normalmente consumato. Inoltre si è evidenziato che i livelli di ossido di trimetilammina (TMAO) – un composto che è stato collegato alle malattie cardiovascolari – erano significativamente inferiori nei campioni di urina di vegetariani e vegani di quanto non fossero in quelle degli onnivori, ma di questi ultimi chi aveva seguito una dieta mediterranea, presentava valori più bassi di TMAO rispetto agli altri onnivori.

 

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