Idee confuse sull’antibiotico resistenza

L’Organizzazione mondiale della Sanità ha condotto un sondaggio su quella oramai considerata una vera e oprporia emergenza, ovvero l’antibiotico resistenza. Condotta in dodici Paesi (due per ciascuna delle sei regioni in cui l’Oms è suddivisa), l’indagine ha evidenziato una drammatica e diffusa ignoranza del fenomeno. Tre quarti degli interpellati, ad esempio, ritengono che sia il corpo e non i batteri a sviluppare resistenza; due terzi credono che basti assumere antibiotici secondo prescrizione per non essere a rischio di infezioni multiresistenti. In ogni caso, il 57% di coloro che hanno risposto al sondaggio è convinto che individualmente non si possa far nulla per risolvere il problema e il 64% è fiducioso che la comunità medico-scientifica sarà in grado di porvi rimedio prima che la situazione diventi realmente pericolosa. Lo studio è stato condotto a supporto di una campagna globale dell’Oms, “Antibiotics, handle with care”, che si propone appunto di migliorare la consapevolezza nella popolazione e incoraggiare l’adozione di comportamenti corretti da parte del personale sanitario, dei pazienti e anche degli allevatori di bestiame, che spesso usano antibiotici in dosi massicce e sono tra i principali responsabili della creazione di ceppi batterici multiresistenti. Motivo per cui i medici sono costretti a ricorrere a trattamenti sostitutivi più costosi, più tossici e di più lunga durata

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