La dieta mediterranea è in pericolo! Grassi, sale e zucchero e pasti non regolari e non salutari stanno sempre più sostituendo di una dieta varia e stili di vita salutari.
Chi lo dice?
A dirlo è stata Maria Helena Semedo, vicedirettore generale della Fao per il clima e le risorse naturali, in occasione del terzo convegno dedicato ai “Principi della Dieta Mediterranea per l’Agenda 2030”, promosso dal governo italiano in collaborazione con Coldiretti e la Fondazione UniVerde, che si è svolto nei giorni scorsi.
Basata sul consumo regolare di olio d’oliva, sulla ricca varietà di alimenti vegetali e moderate quantità di pesce e carne, la dieta mediterranea è ampiamente riconosciuta per i suoi benefici per la salute e per il suo basso impatto ambientale, e allontanarsi da questa alimentazione tradizionale comporta conseguenze negative sulla salute umana, con un radicale aumento dell’obesità, del sovrappeso e delle malattie non trasmissibili, ma anche sull’ambiente, con il degrado delle risorse naturali, compresa la perdita di biodiversità.
Ma chi è il vero nemico?
Altro che sale o grassi, il nemico prescelto dai consumatori sembra essere lo zucchero.
Chi ne parla?
A suggerirlo è uno studio condotto dall’Università di Nottingham che, grazie a un sondaggio i cui risultati sono stati pubblicati sul Journal of Human Nutrition and Dietetics, ha fatto notare come proprio gli alimenti con un alto contenuto di zuccheri vengano di gran lunga percepiti come peggiori per la salute, rispetto a quelli con un eccesso di grassi, di grassi saturi e di sale.
La ricerca, poco scientifica forse ma curiosa, è stata condotta su 858 persone usando il sistema dell’etichetta-semaforo: un modo che permette, proprio attraverso i colori verde, giallo e rosso sugli imballaggi, di avvicinarsi con più o meno fiducia su un prodotto alimentare e che descrivono in modo immediato la salubrità degli alimenti stessi. I prodotti con un alto contenuto di zucchero sono stati di gran lunga percepiti come i peggiori per la salute. I risultati invece dei prodotti con un eccesso di grassi, grassi saturi e sale sono stati invece meno scoraggianti. E i consumatori hanno comunque seguito i suggerimenti del semaforo: quelli contrassegnati con un’etichetta rossa sono stati evitati molto di più.