Qual è il collutorio più efficace contro i maggiori batteri patogeni presenti nel cavo orale quali streptoccochi e lactobacilli?

La necessità di trovare agenti di prevenzione della carie sempre più sicuri ed efficaci per i bambini e gli adulti è sempre maggiore. La principale causa di carie nei bambini è la colonizzazione del  cavo orale da parte dei batteri cariogeni, della famiglia degli streptococchi. I bambini che sviluppano maggiormente carie presentano, rispetto ai bambini privi di carie, una più elevata concentrazione di streptococchi mutans, e in età precoce. Anche un altro batterio, il Lactobacillus, è associato alla progressione della carie per la sua caratteristica acida e le sue proprietà acidogene. Numerosi agenti antisettici sono potenzialmente disponibili in commercio per ridurre la contaminazione orale da batteri cariogeni. Gli antisettici orali più comuni che sono impiegati per l’igiene orale sono:
– clorexidina
– iodopovidone,
– cetilpiridinio cloruro
– ipoclorito di sodio
– vari oli essenziali.
Clorexidina è un potente agente antisettico che riduce la formazione di placca e selettivamente inibisce la crescita di microrganismi cariogeni Gram-positivi, tra cui S. mutans e alcune specie di Lactobacillus. A basse concentrazioni (<1%) la clorexidina è batteriostatico e ad alte concentrazioni (> 1%), è battericida;  inoltre  impedisce l’adesione dei batteri alla superficie del dente (Ribeiro 2007).
Lo iodopovidone è un antisettico con molti usi in medicina e odontoiatria e principalmente viene usato per ridurre la contaminazione batterica prima, durante e dopo la chirurgia odontoiatrica.  Numerosi studi hanno riferito che questo agente riduce la conta di streptococchi mutans nei bambini ad alto rischio di carie.
Il cetilpiridinio cloruro è un composto di ammonio quaternario antisettico con alta affinità per i batteri Gram-positivi come streptococchi mutans. Nei biofilm dentali, previene l’aggregazione cellulare e la maturazione della placca..
Gli oli essenziali contenuti in collutori, possono permeare attraverso i biofilm dentali, distruggere le pareti delle cellule batteriche, inibire l’attività enzimatica, e prevenire l’aggregazione e la proliferazione batterica.
In un articolo pubblicato sull’ Australian Dental Journal di giugno 2015 di Evans si cerca di dar risposta proprio a questa domanda. Gli autori hanno coltivato su agar colonie batteriche di Streptococco mutans, Streptococco sanguis e Lactobacillus acidophilis, e le hanno messe a contatto con i seguenti collutori: Colgate Savacol® (Colgate Palmolive Pty Ltd, Sydney, Australia contenente clorexidina ), Colgate Neutrafluor® 220 (Colgate Palmolive Pty Ltd contenente sodio fluoruro), Betadine® (Sanofi-aventis, Virginia, Australia contenente iodopovidone), Cepacol® (Bayer Healthcare, Sydney, Australia contenente cetilpiridinio cloruro), Listerine® Zero (Johnson & Johnson Pty Ltd, Melbourne Australia contenente olii essenziali) e Milton (Procter & Gamble, Cincinnati, USA contenente ipoclorito di sodio). Hanno poi analizzato l’eventuale inibizione della crescita batterica nelle varie colonie considerate. I risultati ottenuti dagli autori sono stati i seguenti: i collutori commerciali contenenti clorexidina gluconato (0,2%), cloruro di cetilpiridinio (0,05%) e fluoruro di sodio (0,05%) hanno prodotto inibizione della crescita statisticamente simili per S. mutans, S. sanguinis e L. acidophilus. La clorexidina ha prodotto il maggior grado di inibizione della crescita media di S. sanguinis e S. mutans, rispetto a tutti gli altri collutori testati. Le concentrazioni minime che hanno garantito l’inibizione contro S. mutans si sono dimostrate essere per la clorexidina gluconato allo 0,005% (peso / volume), per il cetilpiridinio cloruro allo 0,01% (peso / volume), per lo iodopovidone al 10% (peso / volume) e per l’ipoclorito di sodio allo 0,5% (vol / vol). Nei bambini di età inferiore ai 6 anni, in cui i collutori non sono molto indicati ,questi agenti antisettici possono essere formulati per esempio come gel o aggiunti ai dentifrici in modo da poter essere un ausilio maggiore per la rimozione della placca batterica durante la fase di spazzolamento.

 

 

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