Ognuno di noi riesce a mantenere relazioni stabili con circa 150 persone. È questa la teoria nota come “numero di Dunbar”, è elaborata dall’antropologo Robin Dunbar, secondo cui l’architettura stessa del cervello umano pone un limite massimo alle vite sociali.
Ma è ancora vera?
Secondo uno studio dell’Università di Stoccolma, pubblicato su Biology Letters, tale teoria non ha pero basi solide. Il numero di amici può essere anche di più’. I ricercatori ricordano che il numero 150 si basa su un’estrapolazione della correlazione tra il volume della neocorteccia dei primati e la quantità di amici che è possibile avere. Alcuni studi empirici hanno supportato questa teoria, altri no e adesso la nuova ricerca spiega che un limite in questo senso per gli umani non può essere derivato in questo modo. E’ possibile avere più di 150 amici, ma anche meno.
Lo studio degli svedesi afferma che le basi teoriche del numero di Dunbar sono instabili. Il cervello di altri primati non gestisce le informazioni esattamente come fa quello umano e la socialità dei primati è spiegata principalmente da altri fattori oltre al cervello, come ciò che mangiano e chi sono i loro predatori, oltre alla grande variazione nella dimensione dei loro network sociali; infatti ripetute le analisi di Dunbar utilizzando metodi statistici moderni e dati aggiornati sui cervelli dei primati, sono stati individuati risultati simultaneamente molto più grandi e molto inferiori a 150. La dimensione massima media del gruppo sociale si è in diversi casi rivelata inferiore a 150 persone (al massimo di 109).