Allarme catene dentali low cost, Federconsumatori lancia l’allarme, le indicazioni per evitare di farsi del male

La vicenda della clinica low cost  Ideasorriso di Modena, nata dopo la denuncia fatta dal direttore sanitario, a partire dal mancato utilizzo dell’autoclave per la sterilizzazione dei ferri e delle attrezzature chirurgiche, rischia di fare scoppiare un caso iDental anche in Italia.

Ma cosa era successo a iDental?

La stampa spagnola lo ha definito “el mayor escándalo odontológico de la historia de España”,  con oltre 90 mila i pazienti lasciati senza cure e oltre 100 i procedimenti disciplinari verso i medici che vi lavoravano, con cartelle cliniche falsificate e dentisti mai esistiti. 

Ma qual è il vero problema delle catene?

Come sottolineato anche dal presidente del Colegio de Odontólogos de Madrid Antonio Montero, la normativa non è adeguata a tutelare i pazienti che si rivolgono a questi centri; le problematiche riguardano come per Ideasorriso, (che ha chiuso le 15 filiali), problematiche di natura sanitaria (come riescono a disinfettare e a sterilizzare materiale per tutta la mole di pazienti??), finaziaria (lavorano sempre con finanziamenti o pagamenti anticipati, per cui se chiudono il paziente che ha già pagato si trova con un pugno di mosche!) qualitativa (a riguardo dei lavori fatti), senza dimenticare l’effettiva necessità di fare tali lavori.

Etica lavorativa? zero assoluto

Come sostiene Federconsumatori in quelle strutture non si curavano pazienti, ma si vendevano prodotti e prestazioni. Raggiungere il budget settimanale era l’imperativo, e per farlo si proponevano interventi dei quali non sempre vi era necessità. Si sono richiesti anticipi, si sono avviati finanziamenti quando già era evidente l’impossibilità di fornire le prestazioni. Non c’era un reale referente sanitario, l’improvvisazione imperava ed erano frequenti gli annullamenti degli appuntamenti all’ultimo minuto, a volte quando il paziente aveva già assunto antibiotici. Questo succedeva, ad esempio, quando l’azienda riteneva non conveniente pagare un dentista per un numero limitato di appuntamenti. In generale le condizioni di lavoro erano pessime, con una commistione di mansioni estrema e con turni di lavoro a volte lunghissimi. 

Quali obiettivi?

Proporre un argine agli eccessi commerciali, riportando pienamente l’attività delle catene dentistiche nell’alveo dell’attività sanitaria, e soprattutto individuare requisiti per svolgere l’attività, con estrema tutela del consumatore.

Ma la gente inizierà a capire dopo l’ennesimo scandalo?

Lo speriamo sorttutto se capisce che le catene sono nate con un marketing aggressivo atto non a fidelizzare il paziente (per lorto cliente) ma a fargli fare più lavori possibili, più o meno leciti, blindandolo con un finanziamento dal quale non puo’uscire; la gente vive ancora nell’incubo del dentista caro, mentre i numeri dimostrano che ricco è colui che puo’ permettersi di non andare dal dentista, dato che l’affidarsi ad una struttura seria, in cui conosci il personale che ci lavora e la loro professionalità, e soprattutto seguire minuziosamente i controlli semestrali, ti porta ad una spesa minima annuale, spesso imputabile alle sole sedute con l’igienista dentale, nell’assoluta sicurezza delle procedure di sterilizzazione, dato che non dimentichiamo che lo studio dentistico rimane, se non adeguatamernte gestito dal punto di vista della sterilizzazione, uno dei luoghi a maggior rischio di infezioni per pazienti ed operatori.

   

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