Le persone che sono state esposte a più fonti di stress durante la gestazione e nella prima infanzia, spesso risultano più sensibili al dolore nella prima età adulta.
Chi lo dice?
A questa conclusione è giunto uno studio australiano condotto da Rob Waller e colleghi, della Curtin University di Perth.
Cosa hanno studiato?
Sono stati analizzati, testando la sensibilità al dolore di 1.065 partecipanti quando questi hanno raggiunto i 22 anni. gli eventi di vita stressanti che possono verificarsi nelle famiglie nel periodo perinatale o durante la prima infanzia, come complicazioni della gravidanza stessa, morte di un amico o di un familiare, problemi coniugali o rotture, perdita di lavoro, difficoltà finanziarie e trasferimenti
Cosa hanno scoperto?
Sono stati testati due tipi di sensibilità al dolore, ovvero la risposta alla pressione e la risposta al freddo, e si è rilevato che i comportamenti infantili più problematici all’età di 2 anni erano associati a una minore sensibilità al dolore da pressione all’età di 22 anni; inoltre, fattori precoci di stress e una vita familiare poco organizzata sono stati associati con maggiori probabilità di avere un’alta sensibilità al freddo a 22 anni.
Cosa consigliano?
È noto che un significativo stress provoca cambiamenti nei sistemi biologici del corpo, modificando parzialmente l’espressione genica, e puo’avviare processi che attivano i geni associati all’infiammazione e disattivano i geni che aiutano a combattere le infezioni. Questo è il motivo per cui lo stress è stato collegato a una serie di malattie infiammatorie, al diabete e ad alcuni tumori. Uno stato pro-infiammatorio è un meccanismo chiave alla base di una maggiore sensibilità al dolore.
Riconoscere e imparare a gestire con successo lo stress può migliorare il controllo individuale del dolore e la qualità della vita.
Tra le strategie per gestire meglio lo stress vengono consigliate la meditazione e le tecniche di rilassamento, l’esercizio fisico regolare, una buona igiene del sonno.