Ecco perchè gli impianti hanno problemi nei fumatori
Ecco perchè gli impianti hanno problemi nei fumatori

Il fumo è associato ad una vasta gamma di rischi per la salute ben documentata, ed è implicato nella patogenesi di numerose patologie sistemiche . Un ruolo negativo del fumo, ormai ampiamente dimostrato in ricerca, è quello di compromettere la guarigione delle ferite . Diversi studi hanno anche dimostrato gli effetti negativi del fumo sulla salute orale (Ciftci 2013). Un studio clinico (Albandar 2000 et el.) ha osservato che i fumatori avevano una maggiore prevalenza di parodontite moderata e grave e una maggiore prevalenza di perdita di attacco e di recessione gengivale rispetto ai non fumatori, constatando una più povera salute parodontale nei fumatori appunto. Si è visto anche che il fumo può compromettere il successo di impianti dentari, e nello specifico è un fattore di rischio comprovato per:
1) perdita precoce e tardiva dell’impianto;
2) complicazioni biologiche, come perimplantite e mucosite peri-impiantare;
3) perdita maggiore di osso marginale.
E’ evidente che il fumo non va d’accordo con la salute orale e può ridurre il successo implantare sia perché la nicotina assunta cronicamente per diverso tempo orienta verso una struttura ossea più rarefatta (Bain 1993), interagisce negativamente sul sistema immunitario dell’organismo (interferendo con la vitalità dei polimorfonucleati (PMN) e con la loro capacità di fagocitosi)(Kenney 1997), ritarda i meccanismi di guarigione delle ferite e altera l’attività fibroblastica. Il fumo danneggia il tessuto osseo e i tessuti molli anche perché va a modificare la circolazione e la microcircolazione ematica (Crawford 1996). Per questi svariati motivi già Branemark, pioniere degli impianti,  suggeriva un protocollo di sospensione dal fumo per 1 settimana prima e per 8 settimane dopo l’intervento chirurgico per posizionare gli impianti.